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PRENDERE IL VENTO Libro + ebook

PRENDERE IL VENTO Libro + ebook

Giampiero Scolari

Giudizio
4 Recensione(i)

Disponibilità: Disponibile

€ 10,32

Prezzo con la configurazione: € 10,32

Questo volume vale 11 Punti Gaspari.

O
Giampiero Scolari - PRENDERE IL VENTO Libro + ebook

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Note biografiche sull'autore

Giampiero Scolari è nato a Romagnano Sesia e vive a Torino. Esordisce con una poesia
pubblicata sulla antologia “ Il segreto delle fragole” editore LietoColle. Nel 2013 pubblica
sempre con LietoColle la raccolta di poesie Del discorso del prete.

Recensioni utenti

4 oggetto(i)

per pagina
Scrittura raffinata e coinvolgente Recensito da Terry
Giudizio
Quando si legge per la prima volta un autore, l’autore di un libro “bello” dove si gusta, oltre al contenuto e alla narrazione, il piacere della pagina ben scritta, il primo riflesso del lettore è quello di cercare delle reminiscenze letterarie, dei modelli, delle citazioni, ci si chiede a quale altro autore si può essere ispirato. E questo è vero anche per Scolari. Una prima lettura mi ha fatto pensare a Pavese, al suo stile asciutto, rapido, poco incline alle divagazioni descrittive, anche gli spazi che fanno da sfondo ai racconti non possono non evocare le colline e le campagne della “Luna e i falò” o di “Paesi tuoi”; in realtà lo spazio in “Prendere il vento”, pur nella sua precisione realista, non può essere identificato con un solo luogo geografico: c’è lo spazio aperto della campagna, e il mare sullo sfondo, ma anche quello angusto e fumoso dei bar di paese, delle piazze coi portici delle cittadine di provincia; una molteplicità di spazi dove hanno radici profonde i personaggi dei racconti, che, racconto dopo racconto, vengono a costituire una sorta di commedia umana, commovente, talvolta tenera e, il più delle volte amara. E si, perché, leggendo alcuni racconti in particolare, non posso non pensare al pessimismo , al senso di paradosso di certi racconti di Maupassant, al senso di stupore che suscitano nel lettore. E’ il caso ad esempio del “giocatore di scacchi “ che apre la raccolta, abilissimo nel calcolare le mosse delle sue pedine, compie per sé una mossa sbagliata che gli costa la vita, o dell’anziano signore che in “Nebbia” si muove faticosamente alla ricerca di un vecchi compagno di scuola e paradossalmente lo ritrova proprio nel momento in cui una macchina lo investe e lo butta nel fosso. (pubblicato il 18/11/13)
Una lettura coinvolgente Recensito da SoniaR.
Giudizio
“Prendere il vento” non è solo un libro di racconti. E' quasi una galleria d'arte. L'autore dipinge parole. Con tratti veloci e precisi disegna scene di vita vissuta e da vivere, di cui ci si ritrova subito a farne parte. E cosi si scorrono le righe tra sogni, memorie, testimonianze, per cogliere e quasi cercare di trattenere le storie e i pensieri dei più vari personaggi, che quasi sembra di conoscere e attendere di incontrare.
Affascinante la capacità dell’autore di condensare in poche pagine intere vite e far emergere il carattere dei personaggi con selezionate espressioni. Come in “Spusà” o “Il mare di fronte”, solo per citarne alcuni. Molto bello “La casa”, in cui inaspettatamente si radunano e si incrociano tutti i protagonisti dei vari racconti, come vecchi amici uniti da un percorso comune, anche se ognuno diverso e a se.
Che sia lettura tutta d’un fiato o centellinando i racconti, quasi a voler scoprire lentamente personaggi e paesaggi, in ogni caso sarà un’esperienza emozionante e coinvolgente.
(pubblicato il 13/11/13)
Un'elegantissima sfida a Pavese Recensito da chiaragiuliano
Giudizio
Leggere Giampiero Scolari ti fa sentire colpevole. Ti sembra di avere sbirciato da un buco della serratura, di aver origliato una confessione o, ancora peggio, di non aver mai voluto guardare in faccia le tue debolezze.
Scolari è un autore che si rivela con dolcissima ingenuità e nulla nasconde al lettore, incarnandosi in scorci di panorami, famiglie e case di cui si sente l’odore, e in quegli abissi della disperazione umana, a volte esistenziale, altre quotidiana, che in pochi hanno il coraggio di vivisezionare con sguardo così paziente.
I suoi personaggi, fatti di cognomi come si fa nei paesi e abbozzati come su un tovagliolo di carta, hanno la pienezza in grado di colmare quegli scossoni di narrazione che, qui e là, sono seminati involontariamente, perché frutto di memorie, emozioni e svolgimenti di pancia non ancora educati da un editor consumato.
Questi stessi personaggi, che l’autore decide di spegnere in quasi ogni suo racconto - che solleva dalla vita – si intrecciano, storia dopo storia, a formarne uno unico, verso il quale si nutre la speranza di vederlo se non sopravvivere, almeno combattere nel racconto successivo. L’unica arma sguainata viene invece lasciata a chi rimane, in una staffetta infinita, dove l’onore alla memoria diventa unico testimone di tutti noi.
Ma Scolari non è facile al tradimento: non c’è sguardo ottimista neanche nella memoria, inafferrabile come il vento, e si viene contagiati dall’ironica amarezza con cui è punteggiato ogni capoverso. L’amarezza di non aver potuto leggere prima questo narratore, quando avrebbe potuto scrivere con il cuore ancora intatto e descrivere con la retina ancora dorata, pieno di quell’illusione verso il mondo che ci fa sperare di non morire soli, in un fosso, nella notte.
Eppure la bellezza più intima di questa antologia si scopre con stupore, giorni dopo averne terminato la lettura, come si scopre di avere avuto coraggio, nutrito e allenato proprio dalla morte, imposta in ogni pagina, che regolare come un respiro affiora e si ritira tra le righe, tranquilla e sdoganata, fino a diventare abitudine. Scolari dipinge con ossessiva leggerezza l’attimo in cui questa arriva, ancora e ancora, rimanendo però sulla soglia. Non una riflessione sul dopo, non un cenno né un giudizio sull’aldilà. Immobile, guarda i suoi personaggi cadere, ma mai partire. Di una fine che non risparmia nessuno, cristiani, cani, ragazzini. E quando non c’è un cadavere tra le foglie, a crepare sono comunque i sogni.
(pubblicato il 07/11/13)
Una raccolta di racconti davvero affascinante Recensito da Anna M.
Giudizio
Una raccolta di racconti davvero affascinante. La scrittura è elegante e coinvolgente. Bellissimi paesaggi che spaziano dal mare alla pianura, dall'ambiente montano a quello contadino. Gli abitanti del Novarese riconosceranno atmosfere e luoghi dell'anima che pochi autori hanno saputo descrivere.
Il viaggio come tema centrale ma declinato in mille sfumature diverse: mistero, avventura, giovinezza e l'età matura con i suoi bilanci a volte amari. Ma anche mirabili ritratti di uomini comuni intenti a riscoprire le proprie radici, ricomporre i tasselli di esistenze che cominciano con i sacrifici dei nostri avi e lì ritornano a chiudere il cerchio, a rimettere ordine nel groviglio delle proprie vite. Brevi racconti che vogliono far riflette sui grandi temi della vita ma nel contempo sanno farci assaporare tanti momenti magici (la consistenza della nebbia, l'odore delle vigne, l'aria invernale che ti sferza il viso).
Perfetta armonizzazione di racconti eterogenei che si fondono in un libro unico. E il lettore non riesce a spiegarsi quale sia quel pizzico di magia che unisce il tutto, che ci accompagna nella lettura e poi rimane alla fine come un retrogusto misto di nostalgia, amarezza e amore per i piccoli dettagli della vita.
(pubblicato il 01/11/13)

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