La Rassegna stampa raccolta da Tiziano Tessitori sulla I^ fase della lotta autonomista

1945-1947

 

Quest’anno, il 27 giugno 2017, ricorrono 70 anni dalla concessione dell’autonomia speciale da parte dell’Assemblea Costituente al Friuli Venezia Giulia: essenziale, nel corso della discussione sulle regioni a statuto speciale, fu la presentazione da parte dell’onorevole Tessitori (già fondatore nell’estate del 1945 dell’Associazione per l’autonomia friulana) di un emendamento che, approvato a conclusione di un dibattito non facile, valse ad inserire in via definitiva la nostra regione tra quelle a statuto speciale previste dalla Costituzione.

E noto a molti come la specialità dello statuto concesso sollevasse successivamente una tale contrarietà in loco da parte di istituzioni e personaggi della società civile, preoccupati delle sue possibili ricadute politiche internazionali, da provocare in ottobre l’approvazione da parte della stessa Assemblea della famigerata X norma che avrebbe procrastinato di 15 anni l’effettiva attuazione della regione.

Certo, quando essa effettivamente sorse, nel gennaio del 1963, nacque con caratteristiche ben diverse da quelle prospettate dal Tessitori: egli ne aveva infatti indicato come naturale capoluogo la città di Udine, prospettando la concessione di un particolare status giuridico, con ampie potestà di autogoverno, al territorio libero di Trieste.

Sappiamo che la scelta della città “giuliana” come capoluogo, malgrado la sua eccentricità territoriale, economica e culturale rispetto a gran parte del territorio restante, finì per svantaggiare notevolmente il Friuli: basti pensare a quanto fu difficile per Udine ottenere, contro la volontà dei politici triestini e dei loro accoliti friulani, una propria Università ed in particolare una facoltà di medicina, malgrado l’esplicita richiesta in tal senso di gran parte della popolazione.

Nonostante i limiti della sua attuazione, l’autonomia speciale fu tuttavia essenziale per il Friuli che seppe gestire efficacemente la propria ricostruzione, dopo il disastroso terremoto del 1976, anche grazie ad una legislazione speciale che attribuì ai comuni la responsabilità di individuare tempestivamente le necessità più urgenti della popolazione e di gestire le risorse disponibili. Un modello insuperato nel nostro Paese di positiva gestione dell’emergenza, anzi unico, se paragonato ad altre discutibili modalità di intervento delle istituzioni pubbliche in analoghe, anche recenti, circostanze.

Non meraviglia, quindi, l’attuale rilancio in Friuli del dibattito sull’autonomismo: esso ispirandosi alle ragioni della storica battaglia dei Friulani per l’autonomia e all’opera dei suoi protagonisti, ipotizza il possibile futuro dello statuto e della stessa regione, opponendosi a chi progetta la creazione di una “maxi regione” che comprenda, oltre al Friuli, il Veneto e il Trentino e contrastando le forze politiche che vagheggiano, in un’ottica neocentralista, un nuovo assetto del rapporto tra Stato e Regioni (come quello prospettato dalla Riforma costituzionale Boschi-Renzi, poi bocciata dal referendum popolare).

Se nei due anni precedenti l’attenzione degli studiosi, ricordata l’attività del prof. Alessandro Vigevani per l’autonomia del Friuli, si era concentrata sulla partecipazione alla lotta autonomista dello scrittore e regista Pier Paolo Pasolini; l’anno successivo il Consiglio regionale, ricorrendo nel 2016 diversi anniversari di avvenimenti e personaggi  fondamentali nella costruzione dell’identità friulana, ha promosso per ricordarli un ciclo di iniziative sul territorio, tra le quali il Convegno tenutosi il 18 novembre nell’Aula magna del Liceo “Jacopo Stellini” dedicato, a 40 anni dalla sua scomparsa, alla figura e all’opera di Don Francesco Placereani.

Quest’anno, nel salone della Provincia di Udine, due appuntamenti hanno in particolare offerto l'occasione per riflettere sul significato e sul futuro dell’autonomismo friulano: il 30 gennaio un convegno ha ricordato la nascita nel 1947 del Movimento popolare Friulano, l’unico a schierarsi fin da subito a favore dell’autonomia speciale; il 10 febbraio, nel corso di un secondo incontro, dedicato alla presentazione del libro Intervista immaginaria a Tiziano Tessitori del giornalista e scrittore Roberto Meroi, i relatori hanno rievocato la plurisecolare storia dell’autonomismo friulano, dialogando sulle sue prospettive attuali.

In una situazione di crisi economica generalizzata che tuttavia, come sottolineato dal prof. Sandro Fabbro, ha visto il Friuli retrocedere vistosamente negli ultimi 10 anni rispetto a molte altre regioni europee (regressione tanto più grave se teniamo presente, scorporandoli dai dati complessivi, quelli in positiva crescita della città di Trieste) e inoltre in un contesto di importanti cambiamenti istituzionali, quali il riordino territoriale della Regione voluto dalla Giunta dell’on. Serracchiani, che ha visto il Friuli “spezzettarsi” in ben 17 UTI (unioni territoriali intercomunali), non meraviglia il rilancio dell’autonomismo friulano e il rinnovato interesse per la figura di quello che viene considerato il suo fautore principale: il senatore Tiziano Tessitori.

Circa un anno fa alcuni fascicoli di documenti del Tessitori, ancora in gran parte inediti, sono stati affidati dai suoi familiari al Liceo Stellini, affinché la sottoscritta, docente di storia e filosofia nell’istituto suddetto e autrice nel 1983 del testo Tiziano Tessitori dalla fondazione del Partito popolare alla lotta per l’autonomia friulana (1919/’47), li riordinasse e ne facesse l’inventario.

Il lavoro, svolto in questi mesi assieme alla dott. Francesca Noacco, proseguirà con l’archiviazione e la digitalizzazione del materiale grazie alla collaborazione dell’Università di Udine nelle persone della dott. Michela Maniassi e del prof Stefano Allegrezza (che coinvolgeranno alcuni studenti del Liceo nell’attività di digitalizzazione) alfine di riunire successivamente i fascicoli in questione al resto della documentazione presente nell’archivio Tessitori di Sedegliano.

In questo senso credo sia interessante, come ulteriore strumento per il dibattito in corso, rendere nota l’esistenza, insieme alle carte riordinate, della ricchissima rassegna stampa che lo stesso Tessitori raccolse nella fase iniziale della battaglia autonomistica.

 

Prof. ssa   Lucia Comelli