Venerdì 26 Febbraio 2010 - ore 18.30

LIBRERIA EINAUDI – VIA VITTORIO VENETO 49, UDINE 

 

La Grande Guerra sulle alture di Monfalcone

Marco Mantini e Silvio Stock presentano:

"I tracciati delle trincee sul fronte dell'Isonzo, le alture di Monfalcone"

 

Uomini comuni ed eroi nella Grande Guerra

 

La biografia di Enrico Toti è una di quelle che prevedono la metamorfosi dell’uomo in mito. All’età di ventisei anni un grave incidente sul lavoro renderà Toti un invalido civile. Ma grazie ad un’ostinatissima ed incrollabile volontà d’animo questa condizione non gli impedirà di dedicarsi con successo al mondo dello spettacolo, alla pratica sportiva e, infine, all’arte guerra che gli fornirà un’imperdibile opportunità di riscatto che egli si lascerà sfuggire. La guerra, infatti, lo innalzerà a mito, ma a caro prezzo. Enrico Toti, aggregato al terzo battaglione ciclisti, morirà nel corso della sesta offensiva dell’Isonzo, il 6 agosto 1916, durante un’azione diversiva condotta verso le posizioni austroungariche fronteggianti Monfalcone. Egli cadrà sulla collinetta di quota 85, diventata Zona Sacra e ribattezzata “Quota Toti”. Il Carso non conserva solo la memoria delle imprese di combattenti che, come nel caso di Toti, vengono ricordati da eroi. Il Carso custodisce il ricordo di tutti i suoi uomini ed è così che, al fianco dei cosiddetti eroi, troviamo tanti, sicuramente troppi, illustri sconosciuti, come tale Mario Barengo che, non ancora ventenne, combattè sul Carso monfalconese la sua Grande Guerra convinto, a suo dire, che la sua “giovinezza aveva bisogno di logorarsi nelle trincee”. Ma cosa accomuna le vicende di Toti e Barengo, due uomini così diversi fra loro? E’ questo l’argomento di un libro, I tracciati delle trincee sul fronte dell’Isonzo – III. Le alture di Monfalcone, di cui si parlerà di avventure di guerra e di uomini nell’ambito degli incontri di storia.