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Corpi d'arma

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  1. AQUILE IN GUERRA 14 - 2006

    AQUILE IN GUERRA 14 - 2006

    € 15,00

    Indice numero 14

    • Marco Balbi, Vittorio Martinelli, Amerigo Pedrotti, Roberto Scala, Recensioni librariep. 7
    • Stefano Rossi, Lazzaro Ponticelli l’ultimo alpino-poilus italo francesep. 18
    • Damiano Leonetti, Cadore, estate 1915: il capitano Cerboneschi guida i primi attacchi al passo della sentinellap. 21
    • Alfio Moratti, Il soldatino di carta e la guerra biancap. 36
    • Luigi Fontanari, Claudio Mistura, Uno sguardo dall'alto sul fronte di Asiagop. 55
    • Paolo Volpato, La disperata difesa delle Melette del Dicembre 1917 nell'inedita relazione del Capitano Paolo Monellip. 64
    • Paolo Pozzato, La conquista del Portule fra leggende e realtàp. 71
    • Walter Musizza, Giovanni De Donà, Le missioni del 9° reparto di volo dell’Alpenkorps bavarese nell’estate 1915 nelle relazioni dei protagonistip. 79
    • Antonella Fornari, Segnando il passo... con armoniap. 83
    • Paolo Giacomel, Libero nob. Zugni Tauro, soldato del 56° reggimento fanteria martire sul Monte Pianap. 92
    • Roberto Scala, Operazione “salvare la memoria“: censimento di lapidi e piccoli manufatti nelle Prealpi Vicentinep. 99
    • Angelo Nataloni, Andrea Soglia, Castellani oltre il Piave: la memoria e il ricordop. 106
    • Giuseppe Magrin, Carlo Mazzoli, leggendario comandante alpinp. 107
    • Massimo Albano, Giovannino Ortu, diavolo rosso, classe 1890, matricola 2333, 152° reggimento fanteriap. 110
    • Andrea Bianchi, P.Q.M. un fascicolo processuale per diserzionep. 116
    • Mario Felicetti, Aldo Zorzi: da Sadole un messaggio di civiltàp. 126
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  2. UN ANNO SULL'ALTIPIANO CON I DIAVOLI ROSSI

    UN ANNO SULL'ALTIPIANO CON I DIAVOLI ROSSI

    € 18,00

    La "Sassari", nell'ambito delle brigate di fanteria, rappresenta sicuramente un caso unico e non solo perché, a partire da un certo momento del conflitto, divenne un'unità a pressoché esclusivo reclutamento territoriale, una caratteristica questa limitata in precedenza quasi ai soli battaglioni alpini e giustificata dalla specificità del loro compito. Fu un caso unico perché, pur non essendo la sola brigata caratterizzata da una vasta presenza sarda e nemmeno un'unità già segnata da una gloriosa tradizione, divenne fin dai primi mesi quasi la stessa Sardegna in armi. E tale continuò ad essere, caratterizzandosi sempre più in questo senso, con il prosieguo della guerra, con una propria lingua ("Se sei italiano, parla sardo!" era la prima parola d'ordine in uso nei suoi reparti), una propria legge interna (quel "forza Paris" che diventava il segnale di un'aggregazione quasi automatica, anche nei frangenti più difficili, come la ritirata al Piave), un proprio ferreo codice d'onore. Pochissimi furono i suoi disertori o anche solo i prigionieri sardi che gli austriaci riuscirono a fare. Per saperne di più
  3. AQUILE IN GUERRA 13 - 2005

    AQUILE IN GUERRA 13 - 2005

    € 15,00

    Indice numero 13

    • Marco Balbi, Luca Bertollo, Alberto Caselli Lapeschi, Luca Girotto, Vittorio Martinelli, Roberto Scala, Recensioni librariep. 7
    • Maurizio Vicenzi, Il ritrovamento delle salme dei tre kaiserschützen alle pendici del Piz Giumella (Agosto 2004)p. 18
    • Andrea Piccinini, L'analisi del DNA nell'identificazione dei caduti della Grande Guerra e il caso del Capitano Bernip. 23
    • Marco Balbi, Le mummie del Piz Giumella: un'occasione per l'archeologia della Grande Guerra?p. 27
    • Damiano Leonetti, Una famiglia al fronte: la vicenda dei fratelli Cerboneschi dalla Libia a Vittorio Venetop. 30
    • Antonello Nave, Bruno Fattori e i canti di guerra di un caporale illustrati da Edgardo Burattip. 46
    • Massimo Albano, Guido Coglitore Garufi, Fabio Fabrizi, Cappellani Militari 1915 - 1918p. 52
    • Luca Girotto, San Giovanni 1915 - 1917: "Il colle degli alpini"p. 59
    • Angelo Nataloni, Andrea Soglia, La Grande Guerra nel diario di una maestrina romagnolap. 65
    • Mario Barbetta, Fante Stefano Romanò, memorie di prigioniap. 70
    • Paolo Giacomel, "... nella neve fino alle spalle". Diario di guerra dell'alpino Giuseppe Lambertini 1917 - 1919p. 73
    • Antonella Fornari, La roccia del terrore, Schreckenstein (Castelletto di Tofana, m 2656)p. 83
    • Gian Luigi Rinaldi, Nuove ipotesi sulla pallottola di Cantorep. 90
    • Santo De Dorigo, Per un aggiornamento del censimento dei graffiti di guerra dalla Valsugana al Comelicop. 97
    • Italo Hellmann, Paolo Volpato, Salvate il soldato Muzzi! Un ardito del XXIII reparto d'assalto dal Piave al Grappap. 102
    • Luigi Cortelletti, Le medaglie d'argento dell'arma del genio sul Monte Cimonep. 111
    • Roberto Scala, Paolo Monelli e la battaglia dell'Ortigarap. 114
    • Vittorio Martinelli, La bella Eloisa: una "nave" sull'Adamellop. 122
    • Omar Fantini, I Calvi: quattro fratelli, quattro ufficiali alpini in guerrap. 123
    • Roberto Lenardon, Un ricordo di Walther Schaumannp. 126
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  4. Fucilazioni sommarie

    LE FUCILAZIONI SOMMARIE NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

    € 15,00

    Per la prima volta un rigoroso studio storico fa il punto sulla giustizia sommaria nell'esercito italiano durante la Grande Guerra. 95 episodi analizzati individualmente, 300 vittime accertate tra civili e militari e 6 casi di fuoco sulle truppe che causarono un numero imprecisato di morti. Il volume presenta numerosa documentazione inedita tratta dalla Relazione sulle esecuzioni sommarie dell'Avvocato generale militare (1919), dall'Archivio centrale dello Stato e dall'Ufficio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito. Per saperne di più
  5. AQUILE IN GUERRA 12 - 2004

    AQUILE IN GUERRA 12 - 2004

    € 15,00

    Indice numero 12

    • Marco Balbi, Santo De Dorigo, Luca Girotto, Recensioni librariep. 7
    • Massimo Albano, Fabio Fabrizi, Guido Coglitore Garufi, Cima Bocche 1916: Rivivono gli ordini del comando della Brigata Teverep. 15
    • Giorgio Fontanive, Appunti su Rodolfo Grimaldi-Costap. 23
    • (A cura di) Maurizio Barbieri, Un "memorando" dalla Grande Guerrap. 33
    • Andrea Bianchi, Decorati al valore sulla cima del Cauriol nella giornata del 3 Settembre 1916p. 39
    • Santo De Dorigo, La piantina ritrovata: per far luce su di un episodio ignorato del dopo armistiziop. 45
    • Amerigo Pedrotti, Un Valdostano sul S. Matteo nel 1918p. 48
    • Mariano De Peron, Monte Corno (Battisti): gloria e tragedia degli alpini del Battaglione Vicenzap. 52
    • Antonello Nave, Vittorio Morelli: uno scultore marchigiano al frontep. 59
    • Paolo Pozzato, Guerra in montagna e guerra di posizione. Il 47° Reggimento di fanteria stiriano sul Monte Asolone nel Luglio 1918p. 63
    • Paolo Giacomel, 1849 - 2003. La bandiera dell'imperatore ritorna a Cortina d'Ampezzop. 72
    • Luca Girotto, Da Forcella Magna a Vallonara: storia di un cannonep. 74
    • Oscar Bonetti, Angelo Nataloni, La sanità militare italiana durante la Grande Guerra: equipaggiamento, struttura e metodologiep. 78
    • Paolo Giacomel, 1897 - 1901, Cortina d'Ampezzo: il forte austriaco Tre Sassip. 83
    • Paolo Volpato, Forcella Fontana Negra: morte di un generale e nascita di una leggendap. 93
    • Antonella Fornari, Il cannone della Cima Grande di Lavaredo (Grosse Zinne - m 2999)p. 99
    • John Ceruti, Antonio Trotti, Il recupero del cannone Skoda da 10.4 cm M.15 di Punta Botterip. 105
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  6. FRA CIELO E NEVI ETERNE

    FRA CIELO E NEVI ETERNE

    € 15,00

    Prefazione di Marino Biondi Postfazione di Stefano Majnoni. In questo libro è stata ricostruita la vicenda militare del capitano Massimiliano Majnoni, comandante della 245 a compagnia del Val d'Intelvi, schierato fin dal maggio 1915 nella Valcamonica. Si raccontano le epiche imprese degli alpini sui ghiacciai dell'Adamello e le sanguinose battaglie per la conquista di Conca Presena, del Monticello, di Passo Fargorida e Topete. Della conquista nel 1918 delle Marocche orientali e del passo dei Segni. In quest'ultima azione la compagnia di Majnoni ebbe ben 27 medaglie al valore. Alla fine della guerra Majnoni divenne addetto alla segreteria del Governatore di Trento Pecori-Giraldi, facendo poi parte della Delegazione Militare Italiana a Versailles. Qui strinse amicizia con Curzio Malaparte. Il carteggio inedito con lo scrittore pratese, che allora stava scrivendo Viva Caporetto, costituisce un eccezionale documento storico e letterario. Congedato nel 1922, il Majnoni divenne uno dei più stretti collaboratori di Raffaele Mattioli alla Banca Commerciale Italiana. Per saperne di più

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