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Grande Guerra

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  1. ANDAR PER TRINCEE DA TOLMINO A CAPORETTO - Marco Mantini

    ANDAR PER TRINCEE DA TOLMINO A CAPORETTO

    € 14,50

    Ventiquattro itinerari storico-escursionistici sui luoghi più controversi del fronte isontino durante il primo conflitto mondiale. Monte Nero, Monte Rosso, Mrzli vrh, Monte Rombon, la dorsale del Kolovrat, le retrovie italiane, quelle austriache e la testa di ponte di Tolmino sono inseriti in percorsi di varia difficoltà che portano il visitatore tra trincee e posizioni che videro ventinove mesi di scontri cruenti culminare drammaticamente nella battaglia che prese il nome da un piccolo paese di montagna: Caporetto. Per saperne di più
  2. IL SERGENTE APPESO A UN FILO - Laura Daverio

    IL SERGENTE APPESO A UN FILO

    € 14,50

    La guerra raccontata dal sergente Roberto Galli è molto diversa da quella che si legge nei manuali scolastici, è la guerra degli umili che partecipano ai grandi eventi della Storia, ma che solo raramente sono presi come testimoni. Un libretto agile per insegnanti e studenti, per coloro che continuano a incuriosirsi per gli aspetti “nascosti” di una grande guerra di popolo. Per saperne di più
  3. GINO MONTIPÒ IL “FILIBUSTIERE DEL CARNARO” - Marco Montipò

    GINO MONTIPÒ IL “FILIBUSTIERE DEL CARNARO”

    € 15,00

    Nella Grande Storia della Marina militare nella Grande Guerra troneggiano i personaggi Gabriele D’Annunzio, Costanzo Ciano e Luigi Rizzo, ma ci furono personaggi di umile provenienza sociale che dimostrarono altrettanto valore e coraggio.

    Fu D’Annunzio a chiamare un marinaio modenese il “filibustiere del Carnaro” perché più volte salvò la situazione. L’impresa compiuta nella notte sull’11 febbraio 1918 a Buccari è vista con gli occhi di un marinaio modenese arruolatosi a 17 anni: un racconto semplice e scorrevole che percorre l'intera vicenda dei MAS.

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  4. Paolo Gubinelli - VITE PARALLELE Il generale Graziani e Piero Calamandrei

    VITE PARALLELE

    € 15,00

    Piero Calamandrei, toscano, tenente di complemento, si trova a difendere dei soldati per i quali la sentenza di fucilazione era stata ordinata dal generale Andrea Graziani, veronese che è passato alla storia soprattutto per la sua spietatezza.

    L’insignificante tenente, in un processo dal risultato scontato, lo sovverte. Il racconto di queste vite che s’intrecciano – Graziani fu trovato morto lungo la ferrovia nel 1931 vicino a Firenze dove Calamandrei insegnava – si coniuga con l’analisi tra le sfere di Giustizia e Politica in un testo avvincente e disincantato, da grande intellettuale.

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  5. Lorenzo Cadeddu - VILLA GIUSTI Storia militare e politica dell’armistizio del 3 novembre 1918

    VILLA GIUSTI

    € 15,00

    Italia, Francia, Inghilterra e Stati Uniti hanno vinto il primo conflitto mondiale, ma l’Italia ha il merito esclusivo di avere posto fine a un conflitto che, secondo le previsioni degli stessi Alleati, sarebbe durata fino alla primavera 1919.

    La battaglia di Vittorio Veneto fu decisiva non solo per lo sfondamento sul Piave, ma soprattutto per l’inseguimento con cavalleria, bersaglieri, autoblindo e aerei che aveva portato alla distruzione dell’esercito imperiale e all’impossibilità per la Germania di continuare la guerra. Il disconoscimento storiografico del contributo italiano alla vittoria dell’Intesa, prima che l’esercito americano fosse pronto, iniziò già nel 1918, ed è continuato fino ad oggi.

    Raccontando le trattative per l’armistizio, dalla presentazione del plenipotenziario austriaco alle linee di Val Lagarina, alla sottoscrizione del testo approvato dalle forze dell’Intesa e degli Stati Uniti con le clausole militari e navali, questo libro apre una rilettura della guerra che sancì la nascita dell’Europa delle nazioni.

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  6. LA SARDEGNA NELLA GRANDE GUERRA

    LA SARDEGNA NELLA GRANDE GUERRA

    € 49,00

    È nota la fondamentale importanza che la Grande Guerra ha avuto nella storia della Sardegna contemporanea, in primo luogo per il grande tributo di sangue e di mobilitati offerto dall’Isola alla causa nazionale: sui 870.000 abitanti che annoverava allora l’Isola, i mobilitati furono 98.142, ossia il 12% circa della popolazione complessiva, mentre i caduti e i dispersi furono circa 18.000, oltre il 17% dei richiamati e il 2% dell’intera popolazione.

    Al di là del grande tributo di sangue, non meno significative furono le conseguenze politiche, culturali e identitarie che la Grande Guerra determinò nella coscienza collettiva del popolo sardo. Il dopoguerra, anche in virtù delle gesta eroiche dei suoi soldati, in particolare dei fanti della Brigata Sassari, segnò in modo irreversibile la coscienza identitaria sarda. La partecipazione alla guerra aveva consolidato la maturazione di una profonda coscienza autonomistica nei confronti dello Stato centralizzato, che si era comportato nei confronti della Sardegna come colonizzatore. Tale coscienza, che il ventennio fascista non riuscì a scalfire, rivive nello Stato repubblicano come patrimonio condiviso di tutte le forze politiche. La coscienza autonomistica maturata nella Grande Guerra dalle masse contadine che avevano partecipato al conflitto costituisce il filo rosso della storia della Sardegna contemporanea, nel cui alveo la cultura identitaria e la politica regionale continuano a muoversi ancora oggi.

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