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Studi

CERM - Studi

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  1. L’EPIGRAFE
 DI PORTA ROMANA  - Marialuisa Bottazzi

    STUDI 17: L’EPIGRAFE
 DI PORTA ROMANA

    € 18,00

    Porta Romana e le mura di Milano sono per la cittadinanza milanese i luoghi di una memoria civica celebrata dal secolo XII in avanti. Nel corso dei secoli su quei simboli della lotta che Milano condusse contro l'imperialismo di Federico Barbarossa e contro le città lombarde di parte imperiale, si sono espressi molti cronisti e storici che con i loro lavori hanno esaltato il valore di quella porta, fantasticato sulla tenuta delle antiche mura cittadine, raccontando non solo della loro importanza strategica, ma anche della loro distruzione attuata nel 1162 dall'esercito dell’imperatore tedesco come della loro ricostruzione.

    A quelle fasi, quella della distruzione e della ricostruzione, è dedicato questo studio che si fonda su un gran numero di testimonianze storiche, tra le quali spiccano quelle significative epigrafiche e artistiche narranti i sentimenti cittadini vissuti dai milanesi durante la seconda metà del XII secolo e di fatto guidati nella ricostruzione della città da tredici consoli che l’epigrafe celebra, non tanto in funzione di propaganda delle nuove istituzioni comunali, ma in quanto elementi umani di una comunità ancora capace di coagularsi attorno ai prìncipi fondanti della Chiesa Ambrosiana, e le cui vite e parentele in questo libro vengono ricostruite prosopograficamente.

    Per saperne di più
  2. STUDI 16: LA RAFFIGURAZIONE DELLA SIRENA - Tiziana Polo

    STUDI 16: LA RAFFIGURAZIONE DELLA SIRENA

    € 24,00

    L’immagine della sirena, simbolo di tentazione peccaminosa e al tempo stesso emblema fantastico della fem- minilità, è tra le più frequenti nell’arte dell’età romanica, in particolare nella scultura. Il libro espone in maniera esaustiva le testimonianze italiane e offre così uno screening largo e prezioso delle presenze dell’arte romanica del nostro paese. Per saperne di più
  3. STUDI 15: NOTAI, CANCELLIERI E CETO POLITICO NELL’ITALIA NORD-ORIENTALE FRA DUE E QUATTROCENTO - Michele Zacchigna

    STUDI 15: NOTAI, CANCELLIERI E CETO POLITICO NELL’ITALIA NORD-ORIENTALE FRA DUE E QUATTROCENTO

    € 20,00

    Il volume raccoglie integralmente il libro che quindici anni or sono Michele Zacchigna, uno dei migliori conoscitori della storia medievale del Friuli e del Patriarcato di Aquileia, dedicò a un notaio udinese del primo Quattrocento. La particolarità di questa figura di estrazione artigiana, cioè popolare, consiste nel fatto di avere accompagnato la propria attività professionale di notaio con una scrittura di carattere autobiografico e familiare, intersecata con ricordi e giudizi intorno alle drammatiche vicende udinesi nella fase di passaggio dalla sovranità dei patriarchi aquileiesi al dominio della Repubblica di Venezia. Michele Zacchigna estese la vicenda del notaio Quirino a quella del figlio e del nipote, quest’ultimo ingloriosa- mente condannato come falsario. Anche attraverso questo non lieto fine Zacchigna ricostruiva elementi importanti della tecnica notarile, raccordandoli a tutta una serie di situazioni professionali e sociali del Friuli tardomedievale. Accanto allo studio sul notaio Quirino, ai suoi successori e al suo ambiente sono riproposti qui altri due lavori, più brevi, di ambito triestino. I protagonisti sono i cancellieri del Comune: élite politica, culturale e sociale della quale Zacchigna ricostruisce la formazione e l’evoluzione su un lungo arco di tempo. I tre lavori costituiscono nel loro insieme tutta una pagina di storia culturale e sociale del tardo medioevo. Una introduzione di Paolo Cammarosano inquadra questi lavori del suo compianto allievo e amico in una problematica storiografica oggi molto vivace. Per saperne di più
  4. STUDI 13: STORIA DI COLLE DI VAL D’ELSA NEL MEDIOEVO - Vol3/2 - Paolo Cammarosano

    STUDI 13: STORIA DI COLLE DI VAL D’ELSA NEL MEDIOEVO - Vol3/2

    € 35,00

    Il terzo volume della storia di Colle di Val d’Elsa nel medioevo prosegue con questa Seconda Parte, imperniata sul governo signorile esercitato dall’arciprete Albizzo Tancredi dal 1322, anno in cui egli divenne Capitano del Popolo, al 1331, anno nel quale venne rovesciato e assassinato. Il libro offre così un contributo al problema storico delle esperienze “tiranniche” nei Comuni italiani, che oggi suscita grande interesse e dibattito. La vicenda politica è letta in continua e stretta connessione con la storia della società colligiana, delle sue componenti ricche e politicamente influenti come della maggioranza esclusa dal potere. Gli anni della “tirannia” sono anche quelli che videro una intensa attività economica interna, con scambi veloci di beni e di denari, documentati da un registro notarile che viene qui analizzato e in parte edito, e la prima affermazione dell’Arte della Lana, della quale si pubblicano la prima matricola e il primo Statuto. Tanto le vicende che portarono all’avvento signorile del nobile arciprete quanto quelle del day after della sua caduta illustrano dall’interno una struttura di dominio solida, fondata sull’accorto equilibrio tra il banale perseguimento di interessi minuti e personali e la capacità di costruire una compagine di governo assai stabile, che era ancora politicamente autonoma nonostante la crescente egemonia del Comune di Firenze. Tra le fonti principali della ricostruzione che viene qui proposta sono i registri delle delibere dei Consigli comunali, dei quali una silloge di atti è pubblicata. Per saperne di più
  5. STUDI 12: LE SUBORDINAZIONI DELLE CITTÀ COMUNALI A POTERI MAGGIORI IN ITALIA DAGLI INIZI DEL SECOLO XIV ALL’ANCIEN RÉGIME - Miriam Davide (a cura di)

    STUDI 12: LE SUBORDINAZIONI DELLE CITTÀ COMUNALI A POTERI MAGGIORI IN ITALIA DAGLI INIZI DEL SECOLO XIV ALL’ANCIEN RÉGIME

    € 34,00

    Il volume riunisce i contributi raccolti intorno al progetto FRA dell’Università degli studi di Trieste “Le subordinazioni delle città comunali a poteri maggiori in Italia dagli inizi del secolo XIV all’ancien régime”, coordinato da Giuseppe Trebbi. L’obiettivo che ci si è proposti è stato quello di mettere in luce gli atteggiamenti dei differenti ceti cittadini e territoriali di fronte ai problemi scaturiti dall’inserimento, all’interno degli Stati “moderni” o rinascimentali, di realtà connotate da forte fisionomia autonomistica, come le città comunali italiane; e di individuare per quali vie e secondo quali strategie avvenne la costruzione dei rapporti tra dominante e dominati, in un arco di tempo che va dalle prime dedizioni o sottomissioni trecentesche fino ai secoli in cui tale dominio non fu più messo in discussione. Grazie ai contributi di diversi studiosi, è stato possibile estendere lo studio e la comparazione a varie parti della penisola, prendendo in considerazione, accanto gli Stati regionali fondati da città dominanti e da signori, lo Stato pontificio e la monarchia aragonese. Vengono altresì considerate diverse tipologie di città: città dominanti, come Firenze; città elevate a seconda capitale di una signoria, come Pavia; città importanti dello Stato pontificio, come Bologna e Ancona (e capitali successivamente declassate a città suddite, come Ferrara e Urbino); ma anche città di più modeste dimensioni, intorno ai 10.000 abitanti, come furono tra la fine del medioevo e l’inizio dell’età moderna Sassari, Udine o Trieste; ed infine comunità più modeste, ma dotate di una loro vivace esistenza politico-amministrativa, come Tolmezzo nella Patria del Friuli. Per saperne di più
  6. STUDI 11: I MONACI BIANCHI IN GALIZIA. LE RETI CISTERCENSI (1142-1250) - Francesco Renzi

    STUDI 11: I MONACI BIANCHI IN GALIZIA. LE RETI CISTERCENSI (1142-1250)

    € 34,00

    È esistito un modello cistercense? La domanda posta dall’a. nelle conclusioni può essere considerata come il vero e proprio filo conduttore di questo libro incentrato sullo studio della presenza cistercense in Galizia a cavallo tra XII e XIII secolo. Attraverso l’analisi dettagliata delle fonti edite e inedite di otto monasteri cistercensi galiziani e avvalendosi della storiografia internazionale più recente, l’a. esplora l’esperienza dei monaci bianchi nel nord-ovest della penisola iberica, un’area che spesso appare periferica agli occhi dell’osservatore contemporaneo ma che in realtà fu al centro dei cambiamenti politici che interessarono la penisola iberica settentrionale nei secoli centrali del Medioevo e fu caratterizzata dall’altissima concorrenza tra i poteri: dai re di León-Castiglia e di León a quelli del Portogallo, dagli arcivescovi di Compostela a quelli di Braga, dalle grandi e piccole famiglie aristocratiche alle città. Dallo studio delle relazioni dei cistercensi con questi “attori” del territorio, emerge un quadro frammentato, variegato e per certi aspetti inedito rispetto alla visione “unitaria” dell’Ordine cistercense avanzata in molti casi dalla storiografia e dagli stessi monaci bianchi nei loro testi normativi e letterari a partire dal XII secolo. Per saperne di più

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