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Arte

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  1. DAGLI OSPEDALI DEGLI INFERMI E DEGLI ESPOSTI ALL’OSPEDALE RIUNITO DI SAN MINIATO - Silvio Ficini

    DAGLI OSPEDALI DEGLI INFERMI E DEGLI ESPOSTI ALL’OSPEDALE RIUNITO DI SAN MINIATO

    € 18,00

    Antiche sono le origini dell’Ospedale Riunito di San Miniato, che fu fondato nel 1333 dal Consiglio generale della città e dai frati agostiniani e posto sotto le dipendenze dell’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena. La sua importanza si accrebbe per le generose donazioni delle famiglie patrizie più illustri del Valdarno, ma soprattutto perché San Miniato divenne lo snodo principale della Via Franchigena, dove transitavano per recarsi a Roma numerosi pellegrini provenienti da tutti i paesi italiani ed europei. Alla fine del 1700 Pietro Leopoldo in persona si occupò della attuazione della riforma del sistema sanitario e assistenziale del Granducato di Toscana e volle che l’Ospedale Riunito degli Infermi e dei Trovatelli di San Miniato divenisse esempio di organizzazione e di efficacia nella cura dei malati e nella assistenza dell’infanzia abbandonata. Questo libro illustra anche la figura, l’opera e il pensiero di due importanti medici che si sono succeduti nella cura dei malati e dei trovatelli samminiatesi: il dottor Giuseppe Bottoni e il dottor Gioacchino Taddei. Il primo era pisano e classico esponente della scuola medica pisana, per cui la medicina non era disgiunta da una visione filosofica e da una formazione umanistica: il secondo, di famiglia di origine samminiatese, divenne uno dei primi e più riconosciuti rappresentanti della scuola medica fiorentina, per la quale le scienze, e la nascente chimica e farmacologia, dovevano diventare sempre di più fondamentali nella preparazione e professione del medico e quindi nella cura dei malati. Per saperne di più
  2. Marina Zuliani - PER COLPA DELLE PAROLE

    PER COLPA DELLE PAROLE

    € 10,00

    Catalogo della mostra d'arte. Per saperne di più
  3. PIERO PIZZI CANNELLA - Bon à tirer 20011

    Bon à tirer 20011

    € 24,00

    Catalogo della mostra di Udine delle incisioni e stampe dell'artista romano Piero Pizzi Cannella. Si compone di cinquanta incisioni inedite stampate dall’artista a Udine, presso il laboratorio Albicocco, realizzate impiegando tecniche varie, dall’acquaforte-acquatinta, alla puntasecca, maniera a zucchero, carborundum, e stampate a partire dal 2002 e per lo più nel corso del 2010, in varia misura e anche in grande formato (cm. 125 x 300). Per saperne di più
  4. LE VIE DELL'ANIMA - Franco Maschio

    LE VIE DELL'ANIMA

    € 18,00

    Catalogo della mostra. Per saperne di più
  5. ALBERTO ZIVERI Maestro del Novecento

    ALBERTO ZIVERI Maestro del Novecento

    € 14,00

    Questo catalogo della mostra “Alberto Ziveri, Maestro del Novecento” accompagna la prima grande antologica del grande artista - a vent’anni dalla sua morte -, nato a Roma e vissuto per oltre trent’anni in Friuli. Ziveri è una figura importante dell’arte del Novecento che ha attraversato con curiosità senza sottrarsi al continuo confronto con i suoi contemporanei. Nel 1928 la sua prima mostra si tiene nel Palazzo delle Esposizioni di Roma cui seguiranno numerose altre, altrettanto prestigiose, a Milano, Padova, Parma. Nel 1931 partecipa alla Prima Quadriennale di Arte Nazionale, dove le sue opere vengono selezionate assieme a quelle, tra gli altri, di Carrà, Tosi, Carena, Soffici, Casorati, Guidi, Sironi, Morandi, Guttuso. Da quel momento Ziveri entra nel novero dei grandi artisti italiani con i quali partecipa alle rassegne più prestigiose che si tengono in tutto il mondo ma che non modificano il suo carattere schivo. “Cerco la mia vera vita – dirà-, attraverso la pittura, questa sola è la mia esistenza” Di lui scriveranno: “Sa impastare la pura luce con la materia dei colori come nessun altro…”. La sua consacrazione definitiva avviene nel 1984 con la grande mostra antologica ospitata dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. In quell’occasione di lui Giulio Carlo Argan scriverà: ”Ziveri ricusò l’alibi dell’ironia e l’ambiguità del realismo magico. Capì che il realismo non era veduta dell’altro, né superbo possesso del mondo, ma un interrogarsi sul nonsenso del reale”. Per Orio Vergani: “Ziveri viaggia, con occhio lento e melanconico, in tristi vagoni ferroviari, in squallidi circhi equestri, sulla porta delle caserme o in abbiette case di piacere, fra carni di donne macerate e disfatte. Nella sua pittura, non si vergogni di essere uomo, e non si sforzi ad esser solamente un lirico astratto. La pittura deve tornare, come la letteratura, a mettere i piedi a terra, anche se la terra è fangosa e se la tavolozza, meno forte del disegno, è talvolta, per l’ansia della penetrazione, torbida”. Il catalogo dedicato ad Alberto Ziveri è arricchito da due contributi di Gilberto Ganzer sui temi “Il Tagliamento di Ziveri” e “Il bronzetto di Manzù al Civico Museo d’Arte di Pordenone”, l’opera che riproduce la moglie di Ziveri, Nelda. Per saperne di più
  6. PERCHÈ GIOVANNI FU SEPOLTO  AL PANTHEON?  - Marisanta di Prampero de Carvalho

    PERCHÈ GIOVANNI FU SEPOLTO AL PANTHEON?

    € 12,00

    Un’agile e originale ricerca sul rapporto tra questi tre amici del Rinascimento italiano conduce ad alcune scoperte insospettabili.Uno dei “padri fondatori” del Rinascimento, Giovanni da Udine torna ad essere un padre fondatore del Rinascimento che, con Bramante e Raffaello, realizza in arte il progetto politico e religioso di Giulio II, tanto che tra costoro il rapporto di amicizia è mirabilmente raffigurato da Raffaello stesso nella Disputa del Sacramento nella Stanza della Segnatura in Vaticano. “Bergamo con Lorenzo Lotto, Mantova con Giulio Romano, Udine con Giovanni sono tutte città che rinnovano e proseguono la lezione di Raffaello” (Carlo Bertelli). Per saperne di più

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