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Fronti europei

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GUIDA AI SACRARI ITALIANI DELLA GRANDE GUERRA DA REDIPUGLIA A BLIGNY
€ 13,50
La guida, riccamente illustrata e unica nel suo genere, contiene una vasta e analitica ricognizione dei sacrari e ossari disseminati sul territorio consentendo, a chi lo desideri, di percorrere un vero e proprio viaggio nella memoria storica del nostro Paese. Non si tratta infatti solo di località, ma di monumenti della memoria e, con essa, del lutto e del mito della Grande Guerra. Luogo per luogo, con cura e dettagliatamente, sono indicate le caratteristiche di complessi monumentali, cimiteri militari e significativi siti illustrativi della prima guerra mondiale sul fronte italiano.
Le tappe dell’itinerario sono: Passo Stelvio e Val Venosta - Passo del Tonale - Valli Giudicarie - Valle di Ledro - Val d’Adige -Vallarsa (Ossario di M.Cimone e di Arsiero) - Altopiani di Lavarone e Folgaria - Altopiano d’Asiago - Dolomiti di Ampezzo e Cadore - Dolomiti di Sesto e Comelico - Carnia (Tempio Ossario di Timau e Passo Monte Croce Carnico) - Valle dell’Isonzo (Sacrario di Caporetto) - Carso (Sacrario di Redipuglia, Oslavia e vari Cimiteri), Monte Grappa - Prealpi Feltrine e Trevigiane - Montello - Piave (Sacrario di Fagarè) - Lombardia: Brescia, Bormio, Salò - Trentino Alto Adige: Bolzano, Colle Isarco, Trento - Veneto: Bassano, Treviso,Verona - Friuli Venezia Giulia: Aquileia, Prossecco, Udine - Estero: Arnoldstein, Plokenpass, Tolmino, Bligny. Approfondisci

ROBINSON IN SIBERIA
€ 14,00
È soprattutto una storia d’avventura di un ragazzo idealista e testardo, che attraversa la Siberia nel 1918. La storia ha inizio in un campo di prigionia all’estremo margine della Russia orientale. Per l’autore la meta è l’Europa, e qualsiasi mezzo per raggiungerla è buono. Il primo passo è la fuga dal campo; poi un viaggio con la Transiberiana che in due settimane porta gli evasi - l’autore e i suoi compagni - da Khabarovsk (a nord di Vladivostok) fino alla regione, solitaria e remota, dei monti a nord dell’Amur. Da qui bisogna proseguire a piedi; e i viaggiatori, dopo aver scavalcato passi e percorso valli, aggiungono infine il fiume Vitim che scorre
in direzione dell’Artico. Lo percorrono navigando su zattere e finalmente, sfidando correnti e cascate, arrivano al mondo cosiddetto civile. Approfondisci

DALLE DOLOMITI ALLE ARGONNE
€ 14,50
Il diario scritto con la matita copiativa di un fante di Osimo che visse per due anni a Colle Santa Lucia, nelle Dolomiti, di fronte alla Marmolada e al Col di Lana, offre la sceneggiatura della guerra e dei rapporti che s’instaurarono tra i soldati italiani e la popolazione ladina. Un libro avvincente in cui si ritrova tutta la freschezza narrativa di un’esperienza avventurosa di un semplice fante. Approfondisci

1918 GLI ITALIANI SUL FRONTE OCCIDENTALE
€ 17,50
Una pagina di storia militare poco conosciuta: la presenza di un Corpo d'Armata italiano sul fronte occidentale negli ultimi sei mesi della Prima guerra mondiale; lo scontro con la potente macchina bellica germanica ed il confronto con alleati talvolta diffidenti circa le effettive capacità militari del soldato italiano. Più di centomila uomini impegnati e più di cinquemila morti. I cimiteri di Bligny e Soupir a perenne testimonianza. Un ricordo sbiadito nel tempo, che si é voluto recuperare narrando le vicende belliche che videro protagonisti gli italiani ed arricchendole con documentiinediti, fotografie e con il Diario di un ufficiale che combattè - come Ungaretti e Malaparte - anche in Francia.
Storia collettiva e storie individuali si fondono, quindi; ancora una volta gli archivi familiari restituiscono un diario della Grande Guerra. Un manoscritto conservato con cura per molti anni, più volte sfogliato e riletto con commozione dall'autore stesso "per non dimenticare" episodi e compagni di una sempre più lontana giovinezza. Approfondisci

LE MAZZE FERRATE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
€ 12,50
Questo è il primo libro che tratta in modo specifico le mazze ferrate. Le mazze ferrate austriache per anni furono presentate nei musei e nei testi italiani come armi per "finire i feriti", o addirittura "i prigionieri", conseguenza della martellante propaganda antiaustriaca durante il primo conflitto. Solo da pochi anni vengono descritte per quello che erano: armi d'assalto e da trincea. È arma raramente citata anche nei diari di guerra, ne accenna Ernest Junger in Nelle tempeste d'acciaio dove è impugnata da un inglese all'assalto, e Fritz Weber in Da Monte Nero a Caporetto nella descrizione di feroci assalti austriaci. La mazza ferrata fu in dotazione a tedeschi, austriaci, inglesi e francesi. Non venne usata dagli italiani. Resta l'emblema di come la prima guerra mondiale sia stata l'ultima guerra antica e la prima guerra moderna, dove mazze ferrate e corazze coesistettero con carri armati e mitragliatrici, dove l'aereo servì anche per lanciare sulle truppe nemiche strumenti antichi come le frecce, le flèchettes: la fine dell'Europa dell'Antico Regime e la nascita dell'Europa delle nazioni sembra contorcersi fra la guerra di macchine e antico corpo a corpo. Approfondisci

DALLA GALIZIA ALL'ISONZO STORIA E STORIE DEI SOLDATI TRIESTINI NELLA GRANDE GUERRA
€ 14,80
Prefazione di Marina Rossi

Tra le molteplici identità politiche e culturali presenti nel 97, in cui furono inquadrati in prevalenza militari provenienti dalle province meridionali dell'impero, la storiografia liberalnazionale ha privilegiato l'irredentismo, presente sia tra i militari di lingua italiana che di lingua slovena. Queste pagine ci aiutano a comprendere come la storia di lungo periodo, nel nostro caso 536 anni di dominio asburgico, non possa non incidere ancora oggi nella mentalità collettiva nonostante i rivolgimenti epocali e gli sconvolgimenti demografici susseguitisi dopo il '18. In seguito al crollo dell'Austria, i reduci del 97 avrebbero dovuto affrontare tante altre dure prove, non ultima tra le quali l'oblio della memoria. Una articolata ricerca con l'apporto di una ricca bibliografia internazionale, integrata da fonti visive, testi di canzoni, evoca atmosfere, restituisce parti di memoria rimosse dal nazionalismo fascista, recuperando la fisicità di luoghi cancellati dai nuovi poteri. Un lavoro motivato da pietas civile che ci aiuta a ricomporre un complesso mosaico fino ad oggi ignorato dalla storia ufficiale. Approfondisci

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